L’Aquila, a 15 mesi dal terremoto. Ma non era tutto risolto? (video)

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Un reportage collettivo realizzato in Abruzzo dagli attivisti della Valigia Blu (http://www.valigiablu.it). Tra le transenne e i ponteggi della Zona Rossa, per un racconto che diventa denuncia. Il video e le interviste realizzate.

Ma a L’Aquila non era tutto risolto?

Intervista ad un imprenditore aquilano

Il progetto dei cittadini per la ricostruzione


Intervista Bar Fratelli Nurzia

Discussione sull’assistenzialismo

Il sistema di Classificazione delle case terremotate

Intervista ad un occupante del Progetto C.A.S.E.

Intervista a una ex cittadina in visita dopo un anno

Altre Interviste




Ma a L’Aquila non era tutto risolto? E allora perché a un anno dal terremoto gli aquilani scendevano in piazza, occupavano le strade al grido di L’Aquila, L’Aquila?

Ci siamo messi viaggio per capire da vicino, per guardare con i nostri occhi, per parlare con i cittadini da cittadini, senza la mediazione di nessuno e soprattutto di un’informazione pubblica di cui non ci fidiamo più.

Noi siamo quelli della Valigia blu, 207 mila firme per chiedere una rettifica al Tg1 di Minzolini perché prescrizione non e’ assoluzione.

Siamo arrivati a L’Aquila da tutta Italia, non ci eravamo mai visti prima (e’ la Rete, Bellezza!), anche se gestiamo insieme il gruppo su Facebook “La dignita’ dei giornalisti e il rispetto dei cittadini” da mesi ormai. Ma fino ad ora era tutta una chat tra Skype, Facebook, Google e Twitter.

Alla stazione ci aspetta Tommaso, anche lui e’ di Valigia blu, studia e lavora a Bologna, ma e’ aquilano. Ci fara’ da guida. È stato lui a organizzare con i vigili del fuoco la nostra visita nella Zona Rossa.

Che poi e’ come dire tutta la citta’. A parte quei 700 metri di corso riaperti e comunque totalmente transennati, il centro storico de l’Aquila, 800 anni di storia, e’ tutta una inesorabile, paurosa, inquietante Zona Rossa.

Transenne e ponteggi. Lungo tutto il percorso. E quelle transenne, che proteggono da eventuali cadute di massi degli edifici, sono lì a sostenere la protesta di chi non ha più voce. Cartelli, striscioni, fogli, lenzuola scritte a mano che dicono una cosa sola: ridateci la nostra citta’, noi non la lasceremo morire. Un sezione a parte e’ dedicata proprio al TG1 reo di aver censurato il corteo di 20.000 aquilani del 16 giugno, quando in 5.000 hanno poi occupato l’autostrada A24 per attirare l’attenzione sulle loro condizioni.

Il giro nella Zona Rossa e’ un’esperienza immensamente più forte delle mille foto che abbiamo visto. Bisogna andarci, per capire.

Tra vicoli, piazze e strade, dove domina impietosa la struttura dei ponteggi, sai che quello e’ un museo all’aperto del post terremoto e ti chiedi se veramente a questo punto riusciranno a ricostruirlo. A un anno e tre mesi dal terremoto, la ricostruzione non e’ partita, e non si vede nessun segnale di ripresa. Sembra tutto fermo alle 3 e 32 di quel 6 aprile 2009.

Ma gli aquilani sono tosti e si sono messi in piazza con un presidio permanente per fare pressione sulle istituzioni, due locali storici del centro hanno riaperto proprio all’inizio del corso o nelle vicinanze, ma l’attivita’ commerciale e’ ferma. Il centro e’ dei militari, dei vigili del fuoco e di Ringo e i suoi amici, i cani soli e abbandonati che seguono i vigili puntualmente nei loro giri dentro la Zona Rossa.

Parliamo con le persone che incontriamo, cerchiamo di capire come stanno, che sta succedendo. Sono persone normali, non “black bloc”: persone che vogliono ricostruire la loro citta’, hanno apprezzato la gestione dell’emergenza, ma dopo e’ stato abbandono e caos.

Nessuno sa quanti soldi ci sono per la ricostruzione, se e come potranno ricostruire le loro case, non ci sono direttive, la proroga continua delle tasse da pagare e’ uno stillicidio psicologico, l’economia e’ a terra, il lavoro non c’e’ più.

Al di la’ delle polemiche e delle responsabilita’ si cerca di capire ora cosa fare per aiutarli davvero. Ma come si fa ad aiutarli se prima non viene fuori come stanno veramente le cose, senza strumentalizzazioni né da una parte né dall’altra?

Non c’e’ democrazia senza verita’. Cominciamo da qui. Cominciamo a chiedere la verita’ su L’Aquila, per favore.

Operazione trasparenza: questo non e’ un reportage, ma un racconto fatto da un gruppo di cittadini per i cittadini.

Siamo arrivati da Pavia, Milano, Roma. Bologna, Perugia, Napoli, Vicenza, ognuno con i suoi strumenti (telecamere, macchine fotografiche, iphone, videocamere, mac e pc portatili) e mettendo a disposizione le proprie competenze.

Abbiamo speso mediamente intorno ai 100 euro a testa (viaggio e soggiorno a L’Aquila) e il nostro lavoro non e’ in vendita, vi chiediamo solo di riprodurlo il più possibile. Ah, anche le musiche del video sono originali, le ha composte Matteo Ponzano in licenza creative commons proprio per l’Aquila.

www.valigiablu.it: Arianna Ciccone, Paola Avon, Roberta Aiello, Sebastiano Dalle Molle, Paolo Agnelli, Sigismondo Baldovino (Stefano Capezzuto), Filippo Minacapilli, Matteo Bottecchia, Matteo Pascoletti, Matteo Ponzano, Ruggero Ruggeri, Piero Filotico, Giorgio Tsiotas, Tommaso Tani