TICKET SANITARI: IN ABRUZZO COSTI DI ALCUNE PRESTAZIONI MAGGIORI DEL DOVUTO

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L’Aquila, 1 luglio 2012 – Può sembrare incredibile – leggiamo dal blog di Maurizio Acerbo (Consigliere regionale di Rifondazione Comunista) – ma spesso e volentieri paghiamo dei ticket che costano più della relativa prestazione sanitaria.
Per l’ennesima volta torniamo a occuparci della questione con un’interpellanza al presidente / commissario Chiodi che si dice d’accordo con noi ma poi se ne dimentica.
Se leggete l’interpellanza tutto sarà più chiaro.

INTERPELLANZA: Costi ticket sanitari

I sottoscritti Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani e Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista.
Premesso che
Nel corso della seduta di approvazione della legge finanziaria regionale 2012 è stato approvato un emendamento presentato dai sottoscritti che prevedeva che il costo dei ticket sanitari sulle prestazioni diagnostiche, ancorchè maggiorato dei 10 euro previsti dal Governo nazionale, non potesse, comunque, superare l’importo dell’intero costo previsto dal tariffario nazionale.
In sostanza l’emendamento prevedeva che una prestazione che ha un costo complessivo inferiore non potesse venire a costare agli Assistiti, con l’aggiunta di 10 euro, più dell’intero costo della prestazione.
Tale emendamento ha trovato il consenso dell’intero Consiglio Regionale, per cui è stato approvato ed è diventato articolo 44 della legge finanziaria.
Sottolineato che
Lo stesso Presidente/Commissario Chiodi, a più riprese, pur non essendo l’ispiratore dell’emendamento, se ne è vantato ripetutamente nel corso di incontri e conferenze stampa.
Rilevato che
Il suddetto articolo, purtroppo, è stato osservato dal Governo e la Giunta regionale anziché fare opposizione e confermare la propria scelta, ha lasciato che venisse completamente vanificato da parte delle Asl l’effetto del suddetto art. 44, per cui gli Assistiti continuano a pagare ticket molto alti, anche per gli esami rutinari che sono quelli che devono essere eseguiti con maggiore frequenza e che rappresentano la maggior parte degli esami che vengono effettuati.
Denunciato altresì
Il fatto che alcune ASL hanno diffidato i medici convenzionati dal prescrivere gli esami sul foglio bianco anzichè sul ricettario del sistema sanitario nazionale, per impedire che gli Assistiti potessero fare l’esame in regime privatistico presso le strutture pubbliche (cosa che sarebbe stata più conveniente).
Sottolineato
Anche il fatto che questo comporta che molti Cittadini si rivolgono, per fare gli esami, privatamente a strutture private, per non pagare l’iniquo balzello, arrecando un danno per le strutture pubbliche.
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta Regionale anche nella sua qualità di assessore alla sanità e di commissario straordinario alla riduzione del debito sanitario per sapere:
1. Per quale motivo la Giunta Regionale non ha resistito rispetto alle osservazioni del Governo ed ha scelto di rinunciare alla propria decisione costringendo i Malati abruzzesi a dover pagare l’iniquo balzello di 10 euro su tutte le prestazioni o, per evitarlo a ricorrere a strutture private;
2. Se ritiene legittime le circolari emanate dalle Asl a medici convenzionati diffidandoli da rilasciare le impegnative su ricettario bianco personale;
3. Se non ritenga doveroso dover ripristinare gli effetti dell’art. 44 della finanziaria regionale, resistendo alle osservazioni del Governo e sopprimendo l’iniqua tassa aggiuntiva sulla malattia.

Il consigliere dei Comunisti Italiani: Antonio Saia
Il consigliere di Rifondazione Comunista: Maurizio Acerbo