TERREMOTO L’AQUILA: MAP CON MATERIALI SCADENTI, ARRESTATO TECNICO PROTEZIONE CIVILE

CONDIVIDI

mafia_terremoto

L’Aquila, 3 aprile 2013 – Arresti domiciliari per un tecnico in servizio presso il Dipartimento della Protezione civile per i reati di corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello Stato.

A firmare il provvedimento e’ stato il gip del Tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta della Procura. La vicenda si riferisce ad appalti del post sisma. Lo stesso giudice ha disposto il sequestro preventivo dei beni nella disponibilita’ dell’indagato, risultati di valore sproporzionato rispetto alle fonti di reddito dichiarato. Nell’inchiesta sono coinvolte altre sei persone.

Nei confronti di un imprenditore – al quale e’ stato contestato il reato di corruzione e di frode nelle pubbliche forniture – e’ stato prescritto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Per gli altri cinque indagati, tutti imprenditori della provincia di L’Aquila, Teramo e Potenza, accusati di frode nelle pubbliche forniture, il gip ha disposto la sospensione dell’esercizio dell’attivita’ imprenditoriale.

Le indagini, delegate al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila, si sono soffermate sull’attivita’ del principale indagato che avrebbe sfruttato la propria posizione nell’ambito della struttura appaltante per opere di somma urgenza realizzate a seguito del sisma del sei aprile 2009. Nell’ambito dell’attivita’ investigativa le Fiamme Gialle hanno accertato come l’incaricato di pubblico servizio, inquadrato quale sottufficiale del Genio Militare, avesse usufruito di beni per scopi personali (autovetture fornite regolarmente dalle imprese alla stazione appaltante). Inoltre, e’ stato svelato come si sia reso responsabile di una serie di reati commessi grazie ad imprenditori compiacenti nel corso del 2011.

In tale contesto e’ emerso che gli sia stato donato un carrello appendice e una utilitaria da una ditta favorita nell’esecuzione dei lavori appaltati, che aveva realizzato, con la necessaria complicita’ del sottufficiale, le strutture di alcuni Map (Moduli abitati provvisori) con materiale scadente ed in modo difforme dalle norme di costruzione. Inoltre, in occasione del funerale di un parente, l’indagato si era falsamente presentato ad un’impresa di pompe funebri come appartenente alla Guardia di Finanza minacciando l’invio di un controllo fiscale, ottenendo, così uno sconto.

Nel corso della realizzazione delle platee di alcuni map sono stati artefatti – stando sempre alle indagini – i campioni di calcestruzzo destinati alle prove di resistenza del cemento armato. Grazie alla collaborazione dell’universita’ dell’Aquila sono state riscontrate alcune carenze strutturali che gli enti preposti, informati dalla Procura della Repubblica, dovranno sanare. (AGI)

Il Dipartimento della Protezione civile, senza entrare nel merito della vicenda che coinvolge Rocco Ragone e sulla quale sta lavorando la magistratura, precisa, in una nota, che “Ragone non e’ in servizio presso il Dipartimento. Egli, dipendente del Genio Militare, ha fatto parte della task force dell’Esercito cui era stata affidata la realizzazione di alcuni moduli abitativi provvisori; in seguito, dal 21 novembre 2011 al 15 settembre 2012, ha prestato la propria attivita’ in comando presso la struttura di missione istituita per gestire le procedure amministrative connesse alle occupazioni d’urgenza e le espropriazioni”