GELO E NEVE: ECCO COME FANNO ALL’ESTERO

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Chicago, Canada, Svezia: posti in cui i fiocchi cadono molto di più che da noi. Ecco allora radar, rilevazioni satellitari e social network dedicati per fronteggiare l’inverno.

Chi si aiuta con i radar e che invece si appoggia ai social network. In tutto il mondo le strategie per far fronte alle tempeste di neve sono sempre diverse, ma in molti casi innovative ed efficaci. Almeno in quei paesi o in quelle città nelle quali si è abituati a fare i conti con il candido manto. Attenzione, però, perché alla fine le soluzioni adottate non sono costituite da singole tecnologie. Sono piuttosto il frutto di piani di azione che integrano tra loro diversi sistemi tecnologici e anche analisi del territorio e dei flussi di traffico. Insomma per vincere la battaglia contro il generale Inverno, come lo chiamava Napoleone Bonaparte, occorre mettere in campo dei veri e propri Wellington della pianificazione dell’emergenza che sappiano usare in maniera simultanea diverse soluzioni possibili.

Per esempio a Chicago, la città natale del presidente Barak Obama, con la neve sono abituati a fare i conti. Ogni anno in media ne cade circa un metro. Prima di tutto spingono sulla prevenzione. Per evitare che l’immensa metropoli, cuore dei mercati dei beni alimentari e minerari del mondo, venga paralizzata dai fiocchi di neve, le autorità cittadine hanno individuato alcune arterie, in tutto si tratta di oltre 170 chilometri di strade lungo le quali, durante il lungo inverno freddo e gelido dell’Illinois, è assolutamente vietato parcheggiare. Accanto a queste ci sono poi altre 800 chilometri di strade nelle quali il divieto di parcheggio scatta quando il manto nevoso arriva a superare i 5 centimetri. La multa per i trasgressori è piuttosto salata, di circa 150 dollari, ma questo provvedimento permette di mantenere le strade aperte e percorribili da mezzi anti neve.

A coordinare che questi interventi vengano effettivamente rispettati c’è lo Snow Comand che è una struttura di coordinamento gestita dallo Street and Sanitation Department, una sorta di assessorato ai lavori pubblici e viabilità della città. Lo Snow Command si avvale anche di una rete di radar doppler che permette di monitorare all’istante la quantità di neve che cade. Inoltre per capire cosa sta succedendo in tempo reale sulle strade della città, il personale dell’amministrazione può contare su una rete molto estesa di sensori a terra e di telecamere. Per migliorare ulteriormente il sistema di previsione e di prevenzione dalle tormente di neve, la Nasa ha deciso di fornire il suo determinante contributo con un nuovo progetto:  GCPEX Mission. La ricerca fa parte del nuovo Progetto Mondiale di Rilevamento delle Precipitazioni (GPM – Global Precipitation Measurement), il cui obiettivo principale sarà il lancio di un satellite rilevatore previsto per il 2014. Il GPM è attualmente in corso a Nord di Toronto. Il satellite GPM misurerà le precipitazioni globali, sia che si tratti di pesante pioggia tropicale, di pioggia moderata o di neve.

GCPEX è una missione satellitare internazionale fondamentale che stabilirà e unificherà nuovi standard per le misure di precipitazione dallo Spazio, fornendo la nuova generazione di osservazioni di pioggia e neve in tutto il mondo ogni tre ore.

Del resto la scelta del Canada come terreno sperimentale di questo tipo di operazione è del tutto evidente. Proprio da questo paese arriva un altro modello di gestione integrata delle tempeste di neve che stavolta si affida più al contributo volontario dei cittadini e al coordinamento delle risorse che alle tecnologie di rilevamento. Del resto che in Canada nevichi e che lo faccia abbondantemente non è una novità . Nella cittadina di Huntsville, a circa 215 chilometri a Nord di Toronto, la gestione dell’emergenza viene coordinata attraverso un sito web in cui vengono individuate le vie prioritarie e quelle secondarie. Tutto il sistema serve per coordinare gli interventi tra amministrazione e privati cittadini ai quali viene richiesto di adottare determinati comportamenti proprio per favorire al massimo il mantenimento dei collegamenti vitali.

In Svezia e in particolare a Stoccolma, l’amministrazione punta tutto sull’ informazione. I bollettini meteo sono infatti l’arma vincente con la quale gli svedesi gestiscono le tormente di neve. Tutti i mezzi di comunicazione infatti definiscono otto volte al giorno e con ampio anticipo le condizioni meteorologiche e questo permette di cogliere impreparata la popolazione. Particolarmente attrezzati sono poi i mezzi in dotazione dell’amministrazione cittadina, che oltre ad avere tutti le ruote chiodate, sono anche dotati d i cannoni che possono sparare la neve aspirata dalle strade a decine di metri di distanza.

(da wired.it)