De Matteis: Bertolaso risolva l’emergenza e non la Ricostruzione. Non ci sono irriducibili, solo illusi e nessuno si azzardi a minacciarli!

Articolo tratto da ilCapoluogo.com

Non chiamiamoli irriducibili, per favore, ma persone a cui era stato promesso che entro ottobre avrebbero avuto una casa. Sono stati illusi da qualcuno che ora deve assumersi le proprie responsabilita’.

Noi siamo a disposizione per trovare soluzioni al problema abitativo e non per mettere i bastoni tra le ruote, questo deve essere chiaro. Non voglio fare la parte della cassandra ma questa sistuazione drammatica era stata ampiamente prevista e sollevata. All’Aquila bisognerebbe allestire container, moduli provvisori o su ruote e sistemarli sulle aree gia’ attrezzate e disponibili dove prima sorgevano le tendopoli, in modo da dare un ricovero ai seimila sfollati che ancora vivono nelle tende.


Le strutture alternative come le casette di legno, le case mobili, i container non potevano essere presi in considerazione allora, altrimenti il Progetto C.A.S.E. come sarebbe decollato? Chiediamocelo perche’ nei centri limitrofi le case di legno si sono potute fare e, all’Aquila, invece, e’ l’ultima ratio di una situazione ingestibile. Non e’ possibile che in questa situazione alcuni facciano la figura dei salvatori della patria e altri dei rompiscatole. Chi ha creato questa situazione la risolva.

Tra gli spazi disponibili, la caserma Campo Mizi (600 posti), quella della Guardia di Finanza (1.500 posti) e i diversi appartamenti sfitti le cui requisizioni vanno ancora troppo a rilento. Container e moduli provvisori, inoltre, potrebbero far risparmiare soldi pubblici poiché non si dovrebbe piu’ pagare i gestori delle strutture dove adesso sono ospitati gli sfollati. Lo Stato per una famiglia ospitata durante l’estate in albergo ha speso in media circa 6.500 euro, una cifra che andra’ inevitabilmente a crescere con l’arrivo dell’inverno e a cui bisogneraa’ aggiungere anche il costo dei riscaldamenti.

Sul progetto C.A.S.E., gli appartamenti che stanno costruendo sono, nei fatti, una new town e resteranno lì’ per i prossimi sessant’anni.

Non sta scritto in nessuna legge che la Protezione Civile si debba occupare di ricostruzione come invece sta facendo. Smettiamola con il gioco delle parti tra Bertolaso e Cialente: non si possono contestare le scelte della Protezione Civile in merito al problema abitativo e poi scrivere una lettera insieme per convincere gli aquilani ad andarsene senza aver dato loro alcuna soluzione.

La chiusura delle tendopoli senza un’alternativa dignitosa e’ un’azione vergognosa: una cosa e’ dare un tetto e un’altra e’ dare una casa, e tutti hanno diritto ad avere una casa.

Bertolaso e’ commissario all’emergenza e risolva l’emergenza che e’ ancora in atto e nessuno si azzardi a minacciare  i cittadini che ancora si trovano nelle tendopoli per convincere gli sfollati a lasciare le tende: non si tratta di persone che hanno scelto di resistere, resistere, resistere, ma sono solo atti di disperazione di persone alle quali prima era stato detto che le A), le B)e le C) sarebbero partite quest’estate, e così non e’ stato; poi hanno avuto promesse e rassicurazioni che dalle tende sarebbero passate direttamente nelle case; poi sono state convinte ad iscrivere i figli a scuola all’Aquila e ora si trovano costretti a sacrifici per chissa’ quanto tempo.

A distanza di più di sei mesi e con tanti censimenti non si hanno dati sulle persone rientrate nelle case, o altri dati per poter fare una programmazione seria.

Perche’ non escono i dati, i punteggi, le graduatorie? Si abbia l’umilta’ di dire che la situazione e’ sfuggita di mano e non si sa dove mettere le persone: chi ha creato il problema ora lo risolva e non faccia passare gli sfollati per irriducibili ostinati e capricciosi.

Io dico che si dovrebbero scrivere meno lettere, comparire meno in televisione e sulla stampa e fare molto di più, come ad esempio il Prefetto Gabrielli che, in silenzio e senza clamori, sta facendo l’impossibile, 24 ore su 24, e con una sensibilita’ e una concretezza fuori dal comune.

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