L’AQUILA, GENERAZIONE MUSP: IN 5 ANNI MAI IN UNA SCUOLA VERA

L’Aquila, 10 settembre 2014 – Hanno completato un ciclo intero di scuola elementare nei moduli provvisori. A loro manca soprattutto il profumo dolce del glicine, gli alti finestroni delle aule dai quali si vedeva la vita del centro storico e poi il cortile della loro adorata scuola “Edmondo De Amicis”, un simbolo della città dell’Aquila prima del terremoto e dopo; da cinque anni una giungla di tubi innocenti.

L’edificio storico, fortemente danneggiato dal sisma, è stato “adottato” dalle Amiche dell’Abruzzo con Fiorella Mannoia in testa con una donazione di 946mila euro, ricavato di un mega concerto del giugno 2009.

I lavori di ristrutturazione tuttavia non vedono ancora la luce, forse se ne parlerà entro l’anno. Il progetto è stato redatto, l’appalto espletato, ma come troppo spesso accade in Italia, la gara è stata impugnata, prima dinanzi al Tar e poi al Consiglio di Stato.

Intanto generazioni di piccoli alunni sono cresciute nei Musp [Moduli Uso Scolastico Provvisorio] e aspettano, magari per i propri fratelli, il giorno in cui il portone della nuova De Amicis si aprirà ancora per far entrare di nuovo la vita.

I ragazzi della V B della nuova De Amicis realizzata dopo il sisma in un Musp, in via della Polveriera, uno dei più confortevoli e luminosi della città, sognano un futuro migliore e ricordano fra nostalgia e paura il loro ultimo anno alla materna De Amicis di San Bernardino. [continua sull’edizione cartacea de Il Messaggero del 10.9.2014]

La scuola De Amicis e la basilica di San Bernardino

La scuola De Amicis e la basilica di San Bernardino