25 marzo 2013 – Sono i ritmi frenetici ed errati ad influire negativamente sul sonno e non l’ora legale i cui ”presunti effetti sfavorevoli sono ormai piu’ un vezzo che un vero problema”.
Lo afferma il prof. Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno onlus, in una nota diffusa a pochi giorni dall’introduzione dell’ora legale, domenica 31 marzo, fino al 27 ottobre.
”Pur esistendo la necessita’ che corpo e cervello, e con essi il nostro modus vivendi, si adeguino all’orologio convenzionale – afferma Peverini – controindicazioni e possibili effetti negativi non solo sono trascurabili, ma anche di breve durata”. Secondo l’esperto, invece, ”purtroppo i ritmi quotidiani attuali, sempre piu’ frenetici ed ansiogeni, i ripetuti spostamenti in aree urbane trafficate, la stessa complessita’ della vita di relazione e del mondo del lavoro ci hanno abituato a continui e spesso repentini cambiamenti delle nostre consuetudini. Ci hanno assuefatto a convivere con dosi elevate di stress e a trovare rapidamente soluzione a molte situazioni critiche. Per cui lo slittamento di un’ora delle lancette dell’orologio rientra, anzi ricade, in questi sopportabili ‘scossoni quotidiani’”.
Peraltro il professore sottolinea come ”intorno a noi, tutti si muovono e operano secondo le nuove condizioni orarie, facendoci cosi’ sentire nel sistema e non solitarie vittime del nuovo orario”.
In tale quadro, Peverini ha osservato come durante ”la recente ma sommessa celebrazione della sesta Giornata mondiale del sonno, il 15 marzo” siano emersi, rispetto all’ora legale, ”altri e piu’ rilevanti temi legati al sonno” quali l’insonnia autoindotta per lavorare di piu’; l’insonnia in aumento nei Paesi colpiti da crisi economica; la costante e pericolosa diminuzione della durata del sonno dei bambini e degli adolescenti; l’abuso della notte per vivere nei social network, soprattutto negli adulti.
Peverini non dimentica, inoltre ”lo stillicidio delle morti per colpo di sonno alla guida di autoveicoli: il 30% degli studenti presenta un debito di sonno pari a quello dei lavoratori turnisti (Bess Austin – 2007). Il 12,5 % dei conducenti di mezzi pesanti lamenta una privazione di sonno fino a 3 ore per notte (Long Distance Driving – Philip et al.)”.
Quindi, ha concluso l’esperto, ”lievi difficolta’ dei primi due o tre giorni ad adattarsi all’ora legale sono ampiamente compensate dai vantaggi, a partire dal disporre un’ora in piu’ di luce: 60 minuti in piu’ a nostra disposizione. Oltre ai noti e irrinunciabili benefici del risparmio energetico”.




















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