PERDONANZA L’AQUILA: ECCO IL TESTO DELLA BOLLA DEL PERDONO

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La Bolla del Perdono di Papa Celestino V (29 settembre 1294)

TESTO IN ITALIANO
«Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione.

Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l’annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell’ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall’arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole.

Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli. Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e fervidamente lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell’autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività. Dato in Aquila, 29 settembre, nell’anno primo del nostro pontificato».
La traduzione è stata curata dal prof. Alessandro Clementi.

IL TESTO ORIGINALE IN LATINO DELLA BOLLA
«Celestinus episcopus, servus servorum Dei, universis Christi fidelibus presentes litteras
inspecturis, salutem et apostoli/cam benedictionem. Inter santorum solennia sancti Johannis
Baptiste memoria eo est solennius honoranda, quo ipse de alve sterilis / matris procedens
fecundus virtutibus, sacris eulogiis et facundus fons, apostolorum labium et silentium
prophetarum, in terris Christi pre/sentiam, caliginantis mundi lucernam, ignorantie obtectis,
tenebris, verbi preconio et indicis signo mirifico nuntiavit, propter quod eius / gloriosum
martyrium mulieris impudice indictum intuitu misteraliter et secutum. Nos qui in ipsius Sancti
decollatione capitis / in ecclesia sancte Marie de Collemayo Aquilensi, ordinis sancti Benedicti,
suscepimus diadematis impositum capiti nostro insigne, / hymnis et canticis ac fidelium devotis
oraculis cupimus venerabilius honorari. Ut igitur ipsius decollationis festivitas in dicta / ecclesia
precipuis extollatur honoribus et populi Domini devota frequentia tanto devotius et ferventius
honoretur, quanto inibi que/rentium Dominum supplex postulatio gemmas Ecclesie donis
micantes spiritualibus sibi reperiet in eternis tabernaculis profuturas, omnes / vere penitentes et
confessos qui a vesperis eiusdem festivitatis vigilie usque ad vesperas festivitatem ipsam
immediate sequentes ad / premissam ecclesiam accesserint annuatim et omnipotentis Dei
misericordia et beatorum Petri et Pauli apostolorum eius auctoritate / confisi a baptismo
absolvimus a culpa et pena quam pro suis merentur commissis omnibus et delictis. Datum Aquile /
III kalendas octobris, pontificatus nostri anno primo».

Il testo e della bolla è stato tratto da T.R. Mannetti, La Perdonanza di Collemaggio. Patrocinata dal
Magistrato Aquilano, L’Aquila 1982, pp. 77-78.