Nel Consiglio dei Ministri di venerdì 9 novembre il Governo dichiarerà lo stato di emergenza per la Calabria, come conseguenza del recente aumento della sismicità nella zona del Pollino.
In una nota il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale della Calabria con delega alla Protezione civile Franco Torchia ha dichiarato: “Domani [giovedì 8 novembre, NdR] si discuterà di cifre con il sottosegretario Catricalà. Ci auguriamo che il premier Monti non pensi di accontentare i calabresi con pochi milioni, servono forti interventi infrastrutturali e su questo il governatore Scopelliti e tutta la Giunta regionale sono pronti ad aprire un confronto serrato con l’esecutivo nazionale”.
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Continua Torchia: “Ai cittadini calabresi del Pollino che vivono da due anni nel terrore e che in questi giorni hanno registrato l’aumento piuttosto che la diminuzione dello sciame sismico il Governo dovrà dare delle risposte concrete”. “I dati non ancora definitivi dei sopralluoghi riportano un quadro molto critico nel quale si rappresenta la parziale o totale inagibilità di edifici strategici e della maggior parte degli edifici di culto”. “Per quanto riguarda le costruzioni private, secondo i dati forniti dalla Protezione civile calabrese, su circa oltre 1000 verifiche effettuate 264 costruzioni non sono più fruibili per un deficit strutturale. “Ad oggi – specifica Torchia – non siamo ancora in grado di quantificare il livello del danno. |
Sicuramente la dichiarazione dello stato di emergenza consentirà di far fronte ai primi interventi di Protezione civile, all’assistenza alla popolazione, ma essa ha una precisa scadenza che non e’ assolutamente compatibile con il fenomeno tellurico in atto che non si e’ fermato ne’ accenna a placarsi, ne’ possiamo prevedere quando arriverà la fine. Per questo -aggiunge- chiediamo al Governo di attivare un percorso identico a quello avviato per il terremoto dell’Emilia”.























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